Carinola, in breve
Carìnola è un comune italiano di 7 037 abitanti della provincia di Caserta in Campania.
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La cittadina venne probabilmente fondata prima dai Pelasgi con il nome di Urbana, alla confluenza tra le strade per le romane Teanum Sidicinum (l'odierna Teano) e Gallicanum (Cascano). In seguito venne occupata dagli Etruschi, come testimoniano alcune costruzioni ancora presenti sul territorio, e poi anche dai Romani stessi. Fu tra il X e il VI sec. a.C. che la città visse sotto la costante protezione di Capua, centro sempre importante. Come afferma il Menna, «[…] divenne fortezza, al centro di una vasta vallata, dove potevano vivere e prosperare i numerosi abitanti. Fu sotto il dominio dei Romani che Caleno o Calinum accrebbe la sua prosperità e la sua notorietà, divenendo subito Municipium».
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Il nucleo abitato e i casali attorno hanno subito un continuo processo di stratificazione architettonico, ultimo quello ravvisabile negli stili primo-novecenteschi. Tuttavia, fu a partire da metà del Quattrocento, che si risentì della maggiore influenza artistica catalano-aragonese, che avrebbe segnato significativamente il volto della città per i futuri anni. Per tale motivo, lo storico dell'arte Adolfo Venturi la definì, in uno storico epiteto, "Pompei del Quattrocento". Nel centro di Carinola si trova la già cattedrale – infatti il comune fu sede vescovile, poi soppressa nel 1818 dalla bolla De utiliori di papa Pio VII –, originariamente intitolata alla Madre di Dio ed ai santi Giovanni Battista ed apostolo.
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A Carinola è presente il Museo "Luca Menna", che ospita 15 statuette in terracotta invetriata, una volta esposte sul frontale della ex cattedrale, iconograficamente riconducibili alle cariatidi presenti in San Lorenzo Maggiore a Napoli e nelle altre vicine chiese di Santa Chiara, di San Giovanni a Carbonara e di Donna Regina vecchia. La collezione include anche paramenti liturgici, candelabri e oggetti celebrativi usati dai vescovi che si sono succeduti a Carinola. Falerno del Massico DOC: dall'antica produzione di epoca romana, decantata nelle migliori testimonianze di Marziale, Virgilio e Petronio, alla moderna produzione di questo famoso vino, Carinola ha rappresentato senza alcun dubbio il centro più fertile per la sua tipica viticoltura.
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Falerno del Massico DOC: dall'antica produzione di epoca romana, decantata nelle migliori testimonianze di Marziale, Virgilio e Petronio, alla moderna produzione di questo famoso vino, Carinola ha rappresentato senza alcun dubbio il centro più fertile per la sua tipica viticoltura. Se Marziale, per esaltarne il valore, avvertiva il facoltoso avventore di prepararsi a "pagare sei sesterzi per l'ottimo Falerno", e Petronio lo affidava alle esagerazioni luculliane del suo Trimalchione, nel Satyricon, oggi il Falerno del Massico vive una seconda giovinezza con una produzione ben assestata e ottime prospettive di crescita.
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Carinola ha un'estensione territoriale di 59,23 km², in gran parte occupati da terreni coltivati e selve. Sviluppatasi nella parte nord della regione, nell'antico territorio della Campania Felix, Carinola è la culla dell'Ager Falernus, la fertile zona che dall'antica Sinuessa fino all'odierna Francolise produceva (e produce ancora) il Falerno, uno dei vini più apprezzati dagli antichi romani. Centrale nel collegamento tra le città di Napoli e Roma, confina a nord con Sessa Aurunca, a nord-est con Teano, a sud-est con Francolise, a ovest con Falciano del Massico (il cui territorio era, fino al 1964, parte del Comune di Carinola) e a sud, per pochi km, con Mondragone, Cancello Arnone e Grazzanise.
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