Villa di Briano, in breve
Villa di Briano è un comune italiano di 7 559 abitanti della provincia di Caserta in Campania. Fa parte dell'agro aversano.
Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA.
Il paese in passato era conosciuto con il nome di Frignano minore (piccolo), fin quando il consiglio comunale del 17 novembre 1950 presieduto dal sindaco Costantino Vanacore, decise di cambiarlo in quello attuale che deriva dal latino ''vallis'' valle e dal nome di persona "Ambriano" che con il tempo è divenuto "Mbriano" e poi Briano. Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 2 maggio 1996. Il gonfalone è un drappo di giallo.
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Il paese è noto soprattutto per l'antica chiesetta di Maria Santissima di Briano che sorge in aperta campagna. La domenica che segue quella della Pasqua cristiana i fedeli provenienti da varie parti della Campania, ma soprattutto dal casertano e napoletano, omaggiano la Madonna di Briano con una festa. I partecipanti solitamente giungono nel paese accompagnati da variopinti carri festanti ricchi di iconografie sacre, danzando e cantando sulle note di famosi canti popolari. Il lunedì in Albis, inoltre, è il momento in cui lo spirito religioso si fonde con il desiderio di divertirsi: decine di carri allegorici giungono dai paesi limitrofi e "i vattienti" danno adito ad una frenesia incontenibile.
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Presenta un'economia legata particolarmente all'agricoltura e all'allevamento di bufale, dalle quali si ricavano ottimi latticini. Le condizioni pedoclimatiche tipiche degli areali di coltivazione di certe zone di Villa di Briano, offrono un prodotto tipico dell'agricoltura campana, “la mela annurca” definita “la regina delle mele” e, metodi tradizionali effettuati ancora a mano per consentirne “l'arrossamento” a terra, inducono in detta mela quella fragranza e quel sapore unico ed inimitabile che la caratterizza. Anche se l'agricoltura rimane l'attività predominante, Villa di Briano ultimamente, esprime un intenso fervore commerciale ed industriale che, riguarda sia la periferia sia il retroterra dell'antico abitato.
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In passato appartenente alla cosiddetta Terra di Lavoro, è al centro di un agglomerato detto agro aversano. Come tutti i comuni aversani, un tempo sotto la provincia di Napoli, passò poi alla provincia di Caserta.
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