Vairano Patenora, in breve
Vairano Patenora è un comune italiano di 6 379 abitanti della provincia di Caserta in Campania.
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Sulle montagne circostanti sono state rinvenuti i resti di un accampamento dell'età del bronzo. In età storica il territorio era occupato dai Sanniti. I resti della cinta muraria presenti sulla sommità del Montauro lasciano supporre ad alcuni studiosi che qui fosse ubicata l'antica città sannita di Austicola. Dopo la conquista romana (290 a.C., alla fine della terza guerra sannitica) dipese dal municipio di Teanum Sidicinum e in epoca alto-medievale passò ai Longobardi. Nell'XI secolo i Normanni vi eressero un castello, che fece probabilmente parte del demanio regio e che l'imperatore Enrico VI donò a Roffredo dell'Isola, abate di Montecassino, il 20 maggio del 1191.
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Castello aragonese di Vairano: fu realizzato sui resti di quello normanno e svevo, tra il 1491 e il 1503, da Innico II d'Avalos. Presenta quattro torri di cui la più grande, posta a sud-est, è detta "Torre mastra" ed è dotata di un ingresso ad atrio scoperto. L'interno è distrutto, ma sono ancora visibili la suddivisione dei piani, le cucine, le carceri e la vecchia cisterna. Mura cittadine: la cinta fortificata del borgo medioevale era intervallata da 14 torri cilindriche su base a scarpata e si apriva con tre porte (porta Oliva, porta di Mezzo, o di Mezzogiorno, e porta Castello, o di Sant'Andrea). Abbazia della Ferrara: costruita tra il 1171 e il 1179 dal monaco cistercense Giovanni de Ferraris, ospitò il re Federico II di Svevia e il futuro papa Celestino V.
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Secondo la tradizione il borgo sarebbe frequentato dal fantasma del re Carlo II d'Angiò, detto lo zoppo, il quale fu più volte ospite del castello. San Bartolomeo Apostolo, santo protettore di Vairano Patenora, sarebbe apparso, secondo una leggenda locale, a una banda di saraceni che si sarebbero apprestati a saccheggiare la città nel 1195, invitandoli a desistere dal loro proposito e sarebbe successivamente svanito. Giunti in città i saraceni avrebbero trovato tutti gli abitanti raccolti in preghiera nella chiesa e avrebbero riconosciuto nella statua del santo il vecchio che era loro apparso. Il capo saraceno avrebbe quindi donato al santo una preziosa collana d'oro e si sarebbe allontanato con i suoi senza fare alcun danno.
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Il tessuto economico di Vairano Patenora è basato essenzialmente sul commercio, sull'agricoltura e sull'artigianato. La frazione di Vairano Scalo è ricca di bar, esercizi commerciali e di servizi di ristorazione, grazie alla sua favorevole collocazione all'uscita dell'autostrada del Sole di Caianello, come tappa per i turisti che viaggiano verso le mete invernali (Roccaraso) o estive (Vasto, Termoli). L'altra frazione, Marzanello, rimane ancora, prevalentemente, legata al settore primario.
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Il territorio comunale si estende nella valle del fiume Volturno, tra il massiccio del Matese e il parco regionale di Roccamonfina-Foce Garigliano. Dalla fertile pianura emergono i due rilievi montuosi del Catreola (587 m s.l.m.) e del Montauro o S. Angelo (465 m s.l.m.), dove domina la tipica macchia mediterranea, e, al confine con il comune di Presenzano, il lago vulcanico di Vairano che ha per emissario un torrente che sfocia nel Volturno.
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